Ambrosoli era nel suo studio per una riunione d’aggiornamento la sera prima di essere assassinato,
l’11 luglio del ’79. Ulrico Hoepli lo prese in simpatia quando entrò nell’ufficio dell’editore a rivendicare (e ottenere) i diritti d’autore per un cliente, che ci restò di stucco. Ma quella di Giuseppe Bernoni è anche la storia di un uomo poco di «casta», che si è laureato lavorando in banca e studiando la sera alla Cattolica, e negli anni ’60 ha voluto una socia, Adriana Borgonovo: «Le donne sono una grande risorsa nell’analisi, perché noi noi siamo più portati alla sintesi». Lui anche alla teologia e alla psicanalisi: ha letto Freud «dalla
Aalla Z», e gli torna utile sul lavoro se c’è da gestire il passaggio generazionale in un’azienda.
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